Imprese e territori per l’innovazione sociale

L’espressione Innovazione Sociale è diventata sinonimo di nuove modalità di gestione dei beni collettivi, attraverso la realizzazione di partenariati pubblico-privati, la costituzione di nuove forme di impresa ibrida e l’approfondimento dei modelli di gestione orizzontali che coinvolgano enti locali, imprese, comunità.

Co-working, Fab lab, Creative commons, Makers, Co-opetition, Tag-garden, Hub, Impact investment, Crowdfunding e Smart communities sono alcune delle idee e iniziative che testimoniano la presenza di una forza collettiva, che nasce dal basso, e che, “trova la sua ragione nelle lacune delle istituzioni, spesso in territori dimenticati e degradati, e lì si riempie di bellezza, grazie all’unicità delle intelligenze che la alimentano”.

La fondazione intende modelli ibridi d’impresa in grado di riconoscere e rigenerare i “beni comuni” di un territorio, sviluppare filiere complementari di piccole e medi imprese, che operino nel settore del Made in Italy, moltiplicare gli scambi tra organizzazioni profit e no-profit per perseguire obiettivi di pubblica utilità, alcuni esempi possono rendere più chiaro il concetto:

 

  • Community Hub: sono spazi dove si processano in modalità condivisa le sfide che la società globale propone.

 

  • Nuovo welfare: incrociare le piattaforme di Sharing economy per favorire l’empowerment dei beneficiari.

 

  • Coworking: accompagnamento all’imprenditoria attraverso l’erogazione di “servizi reali” e gestione in senso mutualistico degli spazi.

 

  • New Social Housing: rigenerazione di infrastrutture sociali per la coesione, l’accoglienza, l’educazione.